Roots

In questi giorni mi sono chiesta quali precise tappe mi hanno portato ad essere quella che sono. Non è che esattamente io sappia con che parole descrivere quella che sono, però a grandi linee, m’interrogo sul perchè io sia un’introversa, amante del cinema e della musica e non un’estroversa assidua frequentatrice di rave e amante del far casino.
E’ difficile voltarsi indietro e distinguere chiaramente certe azioni o tappe, perchè se è vero che un certo libro può cambiarti la vita, è molto più frequente che la tua formazione sia una lenta successione di periodi, frequentazioni e via dicendo.
Vediamo un pò che riesco a tirar fuori.
AVVERTENZA: questo post forse serve più a me che a voi, però se vi va di saperne un pò più su di me potrebbe coinvolgervi.

Fino a 11 anni e mezzo circa, io sono stata figlia unica. I miei sono stati sempre degli ottimi genitori e benchè parecchio giovani, non avevano il tempo per giocare con me, o almeno non frequentemente. La prima casa in cui abitai faceva parte di un condominio un pò mal ridotto, non c’erano tanti coetanei attorno, nè io ero autorizzata a frequentarli.
Nei miei ricordi di giochi più vividi, ci sono io in un balcone microscopico che osservo la gente dall’alto o faccio giri in triciclo; io che con i fogli dei quotidiani realizzo confezioni per regali che dono a me stessa, per poi scartarli e riconfezionarli; io che costruisco dei circuiti colorati che si azionano quando qualcuno apre la porta; io che nascondo di corsa i miei giocattoli quando arriva il figlio insopportabile di un’insopportabile amica di mia madre; io che ricevo in regalo e colleziono delle Barbie(di cui fui appassionata da morire fino in tarda età, diciamo scuole medie, sigh). Possessività e gelosia per le mie cose, sono tratti che conserverò per tutta la vita.

All’asilo i primi approcci con gli altri bimbi non furono tanto gratificanti. Mi ricordo che nelle ore libere, passeggiavo e giocavo da sola. I momenti più sereni erano quando io e qualche altra bimba di buona volontà andavamo dalla cuoca ad aiutarla ad asciugare le posate, era la mia voglia di solidarietà femminile che incominciava a farsi strada? L’asilo è un periodo davvero terribile della mia vita, ero poco più che anoressica, mangiavo molto poco e ciò mi faceva guadagnare spesso dei generosi ceffoni da parte di mia mamma, la mensa dell’asilo mi faceva assolutamente vomitare e nel dopo pranzo il sonnellino sulle scomodissime brandine era una tortura immensa dato che io non avevo mai sonno e nessuno delle maestre provava a capirmi.

Thanks god anche l’asilo passò. All’elementari inizialmente la socializzazione continuava a non essere il mio forte. Però avevo dei maestri eccezionali che non so come cercarono e riuscirono a far venir fuori quel che di buono c’era in me.
Ero molto brava in tutte le materie, non ero secchiona e nemmeno un’acida egoista, i maestri mi appioppiavano spesso i meno bravi. Ma c’era ancora molto da fare per integrarmi nel gruppo. Il maestro Gianni consigliò a mia madre di farmi fare danza classica perchè ero goffa, imbranata e avevo scarsa confidenza col mio corpo. Caratteristiche che ho tutt’ora. Mia madre m’iscrisse a danza ma io la odiavo, non faceva proprio per me. Infilarsi il tutù e le calze in quel gelido inverno, sorbirmi lezioni lunghissime e noiosissime in cui ci muovevamo pochissimo perchè era un lento susseguirsi di passi inutili e “alla sbarra”.

A quell’età avevo iniziato a prender peso (colpa di tutta la pappa reale propinatami da mia madre perchè ero troppo magra?), dunque mi sentivo ridicola con il tutù. L’esperienza danza durò un pò meno di un anno, resistevo, resistevo però al pensiero del saggio finale ho mollato all’istante.
Anno dopo anno mi vedevo sempre più brutta, pregavo mia madre di portarmi da una dietologa ma lei m’ignorava perchè secondo lei grasso=salute. Dietro la maggior parte di amiche carine e spigliate che ho, c’è una madre che le curava e che faceva di tutto per renderle più carine. Questo potrebbe essere il motivo per cui oggigiorno non sono un’aspirante velina.
Cambio casa. Stavolta il condominio è più bello e con più coetanei. Lì come a scuola inizio ad avere le prime amichette del cuore. Amichette che si rivelano spesso dell’emerite stronze, motivo per cui io non mi fiderò mai totalmente di nessuno di sesso femminile o comunque non sarò mai del tutto aperta nei loro confronti.
Ai tradimenti e alle bugie assisto quasi sempre in silenzio, chiudendomi in me stessa e litigando mai. Anche adesso è la stessa cosa. Pochissime volte mi ribellai contro una di loro. Piano piano cominciai a capire o che non ne valeva la pena o che quelle discussioni non facevano per me.

Attorno a me fioriscono i primi amori, ma io non ne resto coinvolta, mi attirano le ragazzine più grandi e più spigliate con i ragazzi ma niente di più. Ho pochissimi pretendenti, del resto sono brutta e timida, chi mai potrei attrarre? Eppure uno lo attraggo, è biondo, con gli occhi azzurri, ma panzuto e asinissimo a scuola. Ah già, è nella mia classe e infatti spesso mi devo sedere accanto a lui in qualità di tutor. Insopportabile.
Non ho amori particolari, a parte qualche divo della tivù (siamo in pieno boom Beverly Hills). Ho un migliore amico però. Giochiamo spesso insieme, è l’altro bravo della classe, è introverso pure lui. Non lo ammetterò mai nè agli altri, nè a me stessa, ma in fondo a me piaceva tanto. Le passioni che ci univano erano per lo più i lego, i puzzle e i videogiochi. Anche lui si trasferirà come me, però in Campania. Qualche giorno dovrei cercarlo su google, chissà che non lo rintracci.

[mi sa che la storia si sta facendo lunga, quindi: to be continued...]

Comments 4

  1. Chagall wrote:

    Mmm avvincente!!! Vedo molti tratti comuni…non so se è un bene o se un male, anche se oggi alla fin fine sono contento d’essere come sono. Spesso educazione, habitat…ti condizionano ma io ho la presunzione di ensare che anche in una situazione diversa sarei sbucato fuori nel medesimo modo. Il lavoro procede bene? Bisous

    Posted 15 Oct 2005 at 08:52
  2. roberta wrote:

    :) quando scrivo questo tipo di post penso sempre che a te potrebbero piacere. Aspetti il seguito allora:)?
    Ti ho mandato una mail e il sito è già online. Spero vada bene…
    Io non sono del tutto contenta di come sono, ci sono certi miei atteggiamenti da correggere. Se solo sapessi come!!

    Posted 20 Oct 2005 at 19:27
  3. Rossana wrote:

    ciao!cm t vanno le cose?ti sn iniziate le lezio?da me è un casino…d’altronde cm sempre!!!ho avuto una settimana di lezioni ma a quanto pare x 5 settimane nn avrò lezio xkè c sn prima altre materie x il nuovo ordinamento e x nn farle accavallare,dobbiamo aspettare qst lasso di tempo..a meno che nn sbuchi fuori un nuovo orario o pseudo tale…intanto mi sto dedicando alla lettura!!…il libro ke m’hai prestato è abbastanza avvincente,cm immaginavo…sn oltre a metà,sxo d finire presto,anche xkè ho intenzione di leggere altri libri x svegliare un pò il mio cervello!!!ti abbraccio,bacio

    Posted 24 Oct 2005 at 20:23
  4. roberta wrote:

    Fai bene a sfruttare il tuo tempo libero così!
    Io sono sempre a ct. Parto alle 7 di mattina e torno di sera :(
    Il libro che mi hai prestato tu mi fa compagnia sul treno o alla stazione mentre aspetto :P

    Posted 27 Oct 2005 at 14:51

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